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28 ottobre 2013

Lost in translation (2003)


“Sofia Coppola realizza una pellicola minimale di grande eleganza ed ancora maggiore sensibilità, mostrandoci la cauta intimità che viene mano a mano crescendo tra i due protagonisti, il sollievo del riconoscersi e del lasciarsi andare a come si è, invece di essere sempre costretti a "tradurre" la propria individualità per il mondo che ci circonda. "Lost In Translation" è un film che ci racconta la tristezza del sentirsi stranieri, isolati, incompresi, ma anche incapaci di comprendere, prendendo come spunto l'apparente insensatezza della cultura giapponese con le sue luccicanti sale-giochi, i suoi telefonini di ultimissima generazione, le ossessioni verso miti occidentali demodé, ma anche la delicata ed eterea spiritualità dei giardini o dei luoghi di culto. Una storia d'amore delicata e perfetta, conclusa infine da una scena finale che sorprende, commuove e convince.” (Giuliana Rizzo, Ondacinema)

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"Bob Harris è un divo della tv americana sul viale del tramonto: è a Tokyo per girare lo spot di un whisky, non parla giapponese, è insonne. Charlotte è una donna carina ma delusa: è a Tokyo al traino di suo marito fotografo di moda che non vede mai, non parla giapponese, è insonne. Anime simili che non possono che incrociarsi. [...] Sofia Coppola affronta una commedia romantica che opera su due fronti. Da un lato lo straniamento di chi si trova in un Paese di cui non conosce la lingua [contesto simbolo, estremo e metofaora dell'incomunicabilità/incomprensione dei protagonisti con i propri cari]. Dall'altro il nascere di un sentimento che, una volta tanto al cinema, non arriva al rapporto sessuale. [...] L'esito è raffinato e brillante al contempo." (Giancarlo Zappoli, Mymovies.it)

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"L’opera evoca atmosfere di intraducibilità dei sentimenti, di impossibilità di afferrarli e di trasformali in realtà. [...] Il film racconta quella situazione critica della vita nella quale qualcosa è andato perduto per sempre (per Bob si tratta della perdita di un rapporto con la moglie che parla ormai una lingua diversa dalla sua, per Charlotte della perdita di identità per un fresco matrimonio già in crisi). Ed è proprio il rapporto che si instaura tra i due a risultare alla fine inafferrabile, intraducibile in qualcosa di vero e concreto al di fuori di quella particolare situazione, ed ecco allora il colpo di genio finale: il sussurrare di Bob all’orecchio di Charlotte di una frase incomprensibile allo spettatore, una frase che non sapremo mai, perduta per sempre..." (Giovanni Santoro, Nonsolocinema.com)

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Sofia Coppola dichiara:
"Viviamo in un momento storico confusionario e caotico. La nostra società è incentrata sulla comunicazione, ma proprio nel momento in cui la tecnologia riduce gli spazi e moltiplica le occasioni di scambio, crescono anche le difficoltà ad instaurare un dialogo vero e profondo tra gli esseri umani."

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