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29 ottobre 2013

Avatar (2009)


"Avatar è soprattutto entertainment e azione e scene di combattimento che manderanno in brodo di giuggiole i ragazzini e così via, ma al tempo stesso, come se non si accontentasse di ciò, cerca di spostarsi sempre più impercettibilmente verso una dimensione in cui la CG non è più qualcosa in surplus, un contorno, un accessorio fatto per stupire, bensì l'elemento fondante di tutta la struttura, ragion d'essere, punto di partenza anziché d'arrivo. La stessa sinossi, d'altronde, può essere letta come metafora di questa bivalenza: da un lato il corpo del personaggio Jake Sully (l'attore Sam Worthington) in carne ed ossa, costretto alla carrozzella, impedito nei movimenti più basilari, debole, quasi inutile; dall'altro il suo alter ego digitale e/o alieno, senza handicap, più alto, più agile, più forte, sensorialmente capace di entrare in contatto con gli animali e la natura, una specie di semidio insomma.

Allo stesso modo anche la truppa dei marines, capitanati da un rude e azzecato Stepehen Lang, si contrappone con la loro fisicità ostentata e gretta, con le loro astronavi robot (fantascienza da prima elementare) alla leggiadria quasi poetica del microcosmo di Pandora (straordinarie creature animali, montagne volanti) e al "primitivismo sensoriale" del popolo Na'Vi, dove la comunione "di spirito" fra tutte le creature viventi e la Terra che le accoglie rappresenta la risorsa e l'arma più grande. In questo contesto lo spettatore si muove come Jake nella sua esperienza "da avatar": all'inizio spaesato, strabiliato, emozionato, (è come un bambino, "vuole vedere"), arriva poi a familiarizzare sempre più con l'ambiente che lo circonda fino a diventare (metaforicamente) parte di esso, abbandona finalmente la sua corporeità per "rinascere avatar". […]

"Avatar" non è solo un film che rende in soli 160 minuti vecchio tutto il cinema precedente, ma è anche il film destinato, se non a rivoluzionare (parola sempre scomoda), almeno a marchiare a fuoco tutto il cinema del prossimo decennio" (Rocco Castagnoli, Ondacinema).

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