Cincopa Gallery

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09 dicembre 2013

Star Wars - Per chi volesse approfondire...




Per chi volesse approfondire la propria conoscenza dell'Universo di Guerre Stellari, ma anche per chi fosse interessanto a capire i motivi dell'enorme successo di tale saga, del suo diventare opera di culto (e dei numerosi simboli proposti nella narrazione che sono poi stati estrapolati e utilizzati in altri contesti), suggerisco alcuni canali di informazione.

Un paio d'anni fa ho acquistato e letto il seguente eBook, disponibile nello store di Amazon, trovandolo decisamente interessante, chiaro e illuminante:
Mitologia e simbolo nella saga di Star Wars, di Alessandro Tedde.
Sinossi: saggio sulle radici mitologiche e simboliche tradizionali che sorreggono l'impalcatura della narrazione della saga di George Lucas. Un’analisi in chiave mitologica della saga di Star Wars, in comparazione con le grandi mitologie della storia. Joseph Campbell, Mircea Eliade e i grandi studiosi di mitologia comparata riuniti in un saggio che spazia dal soggetto dell’esalogia alle musiche, dai costumi alla messa in scena.

Il seguente sito fornisce numerosissime informazioni e analisi (nonostante molte sezioni siano ancora incomplete); gli autori del sito presentano così il loro lavoro: "tratteremo 'coltamente' Star Wars non in punta di piedi e scusandoci, bensì ne rivendicheremo l'alto valore nella cultura".

Questo è un sito di news, un ramo del noto BadTaste:
http://www.badtaste.it/badwars/

Infine, il canale ufficiale di Star Wars su YouTube:
http://www.youtube.com/user/starwars

05 dicembre 2013

Monster University

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Potrebbe essere utile dare uno sguardo al sito di ateneo della Monster Universiti, completo di corsi, professori, confraternite e tutto quanto può essere utile ad affascinarvi!

02 dicembre 2013

Il Cavaliere Oscuro - La Trilogia


“Partendo dal presupposto che Batman è un uomo senza superpoteri e che per battersi contro il crimine usa il suo ingegno e le risorse della sua straordinaria ricchezza, Nolan costruisce intorno al crociato di Gotham un contesto verosimile entro cui muoversi. Appropriandosi non di un albo particolare ma d'una fetta dell'immaginario di Batman, il regista si concentra sulle fondamenta del mito, letteralmente su come tutto ebbe inizio. […]
Qui inizia il suo addestramento [guidato da Henry Ducard, luogotenente di Ra's al Ghul capo della Setta delle Ombre]: la cieca rabbia del giovane Wayne viene indirizzata verso uno scopo, la sottile psicopatia che lo agita assorbita da un contesto (la Setta) che rispecchia e amplia le sue ossessioni. Bruce rimane però attaccato a un senso di superiorità morale (e sarà per questo deriso dal suo avversario complementare, Joker) che non gli fa valicare la linea che separa gli eroi dai cattivi. La sua anima rimane integra perché è in un limbo, disperatamente aggrappato a un codice tutto suo.
Il lavoro scenografico è notevole, perché coniuga le guglie gotiche da dove iniziano le notturne sortite di Batman allo skyline di una metropoli contemporanea; questa dualità si perderà in favore di un set urbano reale (Chicago ne "Il cavaliere oscuro" e New York ne "Il cavaliere oscuro - Il ritorno"). L'oscurità, l'atmosfera opprimente, la seriosità del contesto sono stati spesso criticati come eccessi e vezzi autoriali di Nolan. Si deve invece affermare che sono state le carte vincenti della sua saga, tanto che tutti i cine-comic a venire cercheranno di imitarne l'approccio alla materia senza eguagliarne mai i risultati.” (Giuseppe Gangi, Ondacinema)

Articolo completo:



“Benvenuti in un mondo senza regole. E' la frase di lancio de "Il cavaliere oscuro". […]
Il successo del film […] è dovuto in primo luogo al talento del regista Christopher Nolan. E' grazie alla sua visione che l'uomo pipistrello è tornato a volare a queste altezze.
In "Batman Begins" Nolan ha conferito al personaggio un sottotesto tragico e realista, una statura epica e dolente che non si ritrovano nemmeno nei film di Burton. Ma quel film era soltanto l'incipit (come suggeriva il titolo stesso d'altronde), una prova in grande stile, in vista del grande show.
E "Il cavaliere oscuro" è un "Batman Begins" elevato al cubo. Un film molto più tetro, lungo, sfaccettato e complesso del precedente. Sarebbe senza dubbio semplicistico catalogarlo come l'ennesimo film su un "supereroe” […], non è un banale film d'azione hollywoodiano, ma un cupo apologo sul lato oscuro degli uomini, in cui è difficile trovare anche un solo barlume di speranza (nonostante, nel finale, ci sia spazio per la luce).
Il Joker di Heath Ledger (straordinario) non è il solito pazzo criminale. E' un uomo che gioca fuori dagli schemi, […] è un anarchico, un terrorista che vuole "vedere il mondo bruciare", che fa quello che fa senza un vero motivo ): i suoi omicidi non sono spinti da collera o avidità (da fuoco ad una montagna di denaro), ma dal perverso desiderio di spingere l'uomo a scoprire il proprio lato buio e negativo, a dare adito alla rabbia che è dentro ognuno di noi. Joker è complementare a Batman, è la sua nemesi, il suo riflesso nello specchio. E' un villain sadico che il nostro eroe non riesce a catturare in nessun modo, perché incapace di comprenderlo a fondo. E, solo alla fine, venendo a patti con la propria moralità, infrangendo quel codice d'onore che si era ripromesso di rispettare (non sveleremo come), il cavaliere nero riuscirà a confrontarsi col suo nemico.
Ma la pellicola non ruota attorno solamente a questi due personaggi. Il vero fulcro della vicenda è il procuratore distrettuale Harvey Dent (interpretato dal bravo Aaron Eckart), una figura tragica, destinata a volare in alto come Icaro, per poi bruciarsi le ali, e cadere. […]
Il risultato è un film a suo modo sorprendente, singolarmente violento, cupo e appassionante. Che resterà, e crescerà, negli anni a venire.” (Alex Poltronieri, Ondacinema)

Articolo completo:
“Gotham, otto anni dopo la morte di Harvey Dent, è una città ripulita dalla criminalità organizzata grazie al severissimo "Decreto Dent" imposto sull'onda della commozione per la dipartita del paladino urbano. Di Batman si conserva un ricordo carico di astio e delusione: il vigilante di Gotham ha tradito la fiducia della comunità e tutti credono a una menzogna necessaria, incoraggiata dal testimone di quei fatti, il Commissario Gordon, ormai sempre più schiacciato dai sensi di colpa per aver rovinato l'immagine di chi ha salvato la città e la sua famiglia. […] Bruce è ora un uomo spezzato: da una parte sa che Batman è un mito coperto dal fango, dall'altra si trascina da anni smunto e zoppicante per il castello che ha fatto ricostruire com'era prima che Ra's al Ghul lo radesse al suolo. […]
Sin dai tempi di "Batman Begins" siamo stati però abituati a vedere il paladino di Gotham rialzarsi dopo essere caduto, anche se in questo film l'operazione risulta più lenta e complessa, scandita in tre parti. La prima si conclude con lo scontro tra Bane e Batman, il quale viene pesantemente sconfitto (riportando delle vertebre lussate). Nella seconda parte Bruce Wayne affronta il suo inferno e inizia la sua rinascita spirituale, ritrovando quella forza che credeva perduta insieme a Rachel, la cui morte l'aveva spinto a isolarsi dal mondo poiché vedeva in lei l'unica speranza di un futuro normale. […]
Il regista britannico cerca naturalmente l'epica, ma l'epica de "Il cavaliere oscuro - Il ritorno" prevede più che le esplosività d'azione la macerazione del carattere del protagonista che, gettata la maschera, si confronta veramente con se stesso: l'uomo pipistrello si manifesta solo dopo tre quarti d'ora di pellicola, per poi sparire nuovamente e ricomparire nella battaglia finale. È Bruce Wayne, interpretato da un Bale più sofferente che mai, a essere il baricentro del capitolo conclusivo della saga intorno al quale si succedono i molteplici punti di vista di un grande racconto corale che spesso lo fanno apparire ai margini della scena.” (Giuseppe Gangi, Ondacinema)

Articolo completo: